Di che colore è l’Oriente alla fine del Denghismo?

Scritto dasu 2 Marzo 2018

Un’interessante analisi di Simone Pieranni comparsa su “eastwest.eu” ha offerto lo spunto per approfondire l’attuale situazione cinese con l’adozione di Xi Jing Ping del mandato a vita.

E subito comprendiamo che qualunque similitudine con epoche passate è fuori luogo, perché si tratta di nazioni cinesi incomparabilmente diverse, quella rurale del Grande Timoniere e quella dinamica attuale; permane un’assonanza con la quale Xi ha ottenuto lo strapotere che può gestire attualmente, avendo anche abituato a gesti di rottura, che probabilmente preludono a un’operazione di ancora più preminente figura unica che incarna un’epoca che decreta la fine della leadership collettiva. Il superamento del lascito di Deng, ma forse ancora non si vede la possibilità di determinare un successore.

E allora i grandi temi, come la lotta alla corruzione … vanno lette come passaggi della ascesa del potere autocratico, culminato con la consacrazone di Xi,  il riposizionamento del Partito al centro della vita anche civile del paese.

Molti i problemi che Xi dovrà approfondire, abbiamo cercato di elencarli con Simone Pieranni, a cominciare dal gap militare che produce preoccupazioni e riforme dell’esercito, senza dimenticare l’enorme sforzo che prevede la Via della Seta.

La Cina di Xi Jing Ping supera il Denghismo

In fine di intervento si è ripresa la questione coreana, anche per avviare la nuova diretta con Rosella Ideo proprio sulle Coree

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