Bellinzona. Corteo contro le frontiere

Scritto dasu 30 ottobre 2018

Sabato 27 si è svolta a Bellinzona un manifestazione contro le frontiere e solidale con i migranti.
Anche nel canton Ticino la condizione dei migranti e richiedenti asilo è diventata molto difficile ed è destinata a peggiorare, quando in marzo entrerà in vigore la legge che istituisce nuovi centri per richiedenti asilo, che pur non essendo reclusi avranno scarsi margini di autonomia dall’istituzione che li ospita e li controlla.
L’iniziativa, promossa dal collettivo R-Esistiamo ha raccolto centinaia di persone che hanno sfilato senza bandiere con striscioni e slogan antirazzisti.
Molti slogan erano diretti contro i bunker utilizzati per ospitare i migranti. Si tratta di strutture della protezione civile, edificate ai tempi della guerra fredda, quando la paura dell’olocausto nucleare, le fece sorgere ovunque nella confederazione elvetica.
Sono sotterranee, claustrofobiche, terribili. Qui vivono, spesso in condizioni pessime, uomini, donne e bambini.
Se escono poco e finiscono con l’accettare e devono lavori anche per pochi franchi al giorno. Anche il cantone elvetico di lingua italiana c’è un pesante clima xenofobo, una bruma scusa che sta avvolgendo l’Europa e non solo.
L’olocausto nucleare non c’è stato ma i bunker di quella guerra sono divenuti le prigioni della guerra ai migranti.

Ne abbiamo parlato con una compagna ticinese.

Ascolta la diretta:


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