Kavanaugh alla corte suprema. Trump segna un punto

Written by on 9 ottobre 2018

Il Senato degli Stati Uniti ha confermato definitivamente la nomina del giudice Brett Kavanaugh alla Corte Suprema, chiudendo un lungo, discusso e controverso processo durato settimane. Hanno votato favorevolmente alla conferma di Kavanaugh 50 senatori, mentre 48 hanno votato “no”: il più stretto margine per la conferma di un giudice della Corte Suprema dal 1881. È una grande vittoria politica per il presidente Donald Trump, che è riuscito a spostare a destra gli equilibri della Corte Suprema potenzialmente per decenni. Il prezzo pagato da Trump e dai Repubblicani è stato però un’ulteriore polarizzazione del dibattito pubblico e dell’elettorato americani, che si è acutizzata quando la discussione sulla nomina ha smesso di riguardare la giurisprudenza e si è concentrata sulle accuse di molestie sessuali contro Kavanaugh.
Per giorni a Washington c’erano animate proteste per spingere i senatori a bloccare la nomina di Kavanaugh, organizzate soprattutto da movimenti per i diritti delle donne e per le vittime di violenze sessuali.
Con Kavanaugh i Repubblicani possono contare su una maggioranza di 5 a 4 tra i giudici: Anthony Kennedy, il membro della Corte Suprema che si è dimesso lasciando il posto vacante, era considerato “l’ago della bilancia” e aveva spesso determinato decisioni in senso progressista. Kavanaugh è invece un conservatore molto più tradizionale, contrario all’invadenza dello Stato nella vita privata dei cittadini e nel sistema economico, allineato con l’ala più radicale del Partito Repubblicano sulle armi e la religione, e soprattutto sull’aborto.

Si avvicinano le elezioni di Mid Term, dove Trump, secondo alcuni sondaggi potrebbe segnare un grosso punto, guadagnando la maggioranza in Senato, che aprirebbe la strada ad una stretta liberticida.

Ne abbiamo parlato con Roberto Barbieri, autore di numerosi articoli sugli States

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2018 10 09 cavanough rob


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