Gap. Processo per reato di solidarietà

Scritto dasu 7 novembre 2018

Giovedì comincia a Gap il processo contro numerosi attivisti italiani, francesi e svizzeri, accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in banda per l’azione di lotta del 22 aprile alla frontiera italofrancese al Monginevro.

Era il 22 aprile di quest’anno. Tra Claviere e il Monginevro la stagione sciistica era finita, quella estiva era lontana.
Non si fermava invece il passaggio di migranti decisi a bucare l’ennesima frontiera per raggiungere la meta decisa mesi e persino anni prima nel cuore dell’Africa o dell’Asia. Una buona occasione per chiudere la frontiera italofrancese, lontano dagli occhi dei turisti. Anche i fascisti di Genaration Identitaire ne profittarono per un’azione mediatica al colle della Scala, dove giunsero con motoslitte e un elicottero per piazzare una ridicola recinzione arancione in mezzo alla neve. In quel periodo dell’anno nessun migrante passava dal colle, perché il passaggio era impraticabile per la neve ed il forte rischio di slavine.
Quel sabato l’aria era fredda e il sole alto. Alle spalle del rifugio autogestito Chez Jesus partirono circa duecento persone seguendo la pista che porta al colle del Monginevro, che altri raggiunsero in auto. La polizia francese schierò una sottile fila di gendarmi per fronteggiare i manifestanti. Circolava la notizia che i fascisti avessero posto fine alla loro uscita teatrale al colle della Scala e la Gendarmeria di Briancon era probabilmente convinta che nessuno sarebbe andato oltre.
Troppo tardi si resero conto che l’obiettivo delle persone raggruppate al Monginevro era aprire la frontiera, chiusa da giorni.
I manifestanti aggirarono nella neve i gendarmi lasciandoli con un palmo di naso. Poi la marcia proseguì per 18 chilometri lungo i tornanti che scendono a Briancon. Lì altri gendarmi vennero aggirati e si giunse al rifugio solidale nei pressi della stazione.
Una grande giornata di lotta e solidarietà.
Quella sera stessa, a manifestazione ormai finita, scattò la vendetta dei gendarmi. 9 persone vennero fermate: quattro, tra cui una compagna di Torino, vennero arrestate e condotte in carcere con l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina in banda. Dopo un periodo di carcere e di soggiorno obbligato saranno liberate in attesa del processo.
Nei mesi successivi altri tre attivisti verranno a loro volta rinviati a giudizio con le stesse accuse.

L’8 novembre è stato lanciato un presidio solidale al tribunale di Gap alle 8,30

Ne abbiamo parlato con un’attivista contro le frontiere

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