Trappole e oscuramenti nel Mediterraneo centrale

Scritto dasu 24 novembre 2018

Stanno giustificando l’operato criminale di istituzioni, guardiamarina, navi commerciali, milizie, esercito libico… e tutto l’apparato propagandistico dei criminali sovranisti gettando fango su ong o perseguendole con trappole anche giuridiche, come quella scattata per opera del procuratore di Catania, il povero Zuccaro.

E sono riusciti in questo modo a mettere la sordina alla tragedia che sta andando in scena nel Mediterraneo centrale; sono giunti al punto di oscurare i segnali che tracciano i percorsi di navi mercantili nelle acque prospicienti le coste libiche perché nessuno possa anche solo tenere il conteggio di morti, schiavi, naufraghi… disperazione e attività di contenzione nelle condizioni più atroci che si possano immaginare: una forma di censura che elimina da ogni schermo e da ogni articolo dati e situazioni inaccettabili in un consesso civile.

Gli uomini della foto a corredo sono stati attaccati dall’esercito perché presi dal mare sono stati deportati nuovamente nel porto di Misurata, dove si sono rifiutati di sbarcare, iniziando uno sciopero della fame interrotto dall’intervento violento dell’esercito libico.

Per fare il punto attraverso un cannocchiale in questo momento calato proprio in quelle acque abbiamo chiamato Riccardo Gatti che ci ha fornito questa testimonianza diretta di ciò che vede sul pelo dell’acqua così tanto censurato da ogni media per ordine superiore. E dalla sua voce abbiamo raccolto informazioni, valutazioni e analisi utili per la consapevolezza degli eventi di cui è spettatore attivo e protagonista

Testimoni scomodi di crimini di mare


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