Vertici Eni evasivi ma… palesi le devastazioni dei territori

Scritto dasu 17 Maggio 2019

In questi giorni si è svolta l’annuale assemblea degli azionisti del moloch Eni, alla consueta saga dell’autoesaltazione e dei proventi costruiti sulla distruzione dei territori, della vessazione delle popolazioni (italiane come in val d’Agri, a Gela, Taranto… ma anche in Ecuador, Nigeria…) c’erano anche gli azionisti critici, che si sono dotati di azioni per poter esporre e dare rilievo alle nefandezze perpetrate dall’azienda energetica di stato. Facendo danni dovunque e di ogni tipo.

Abbiamo chiesto a Maura di “A Sud”, che insieme al Centro di documentazione Cdca e altri comitati locali ha partecipato al confronto, riportando le vacue risposte di Descalzi e collaboratori, ma soprattutto denunciando i molti disastri delle politiche industriali e le condotte dell’azienda petrolifera nei luoghi di estrazione, divulgando le istanze portate nell’assemblea e registrando l’inattendibilità, l’elusione, l’evasività, il millantato rapporto amichevole con le popolazioni locali, che invece evidentemente sono sul piede di guerra, tanto che in alcuni casi si è ottenuto il patteggiamento in cause internazionali… ma sentite l’esposizione di Maura a riguardo con dati precisi e inattaccabili:

La distruzione ambientale che sistematicamente produce l’Eni

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