Il carcere duro e lo sciopero di Anna e Silvia. Elton Kalica, testimone e ricercatore

Scritto dasu 31 Maggio 2019

Come si evince dalla pagina di Macerie che illustra le modalità con cui Silvia ha annunciato lo sciopero della fame suo e di Anna nel carcere di L’Aquila si cercherà in questi giorni di fare in modo che questo loro esporre i corpi al di là delle sbarre riceva un forte senso di rivendicazione di libertà e condizioni migliori. Dai Cpr alle politiche globali è il titolo di una serie di iniziative in Torino tra il 30 maggio e il 6 giugno che uniscono la gestione feroce del fenomeno migratorio e il suo controllo fatto passare come sicurezza, sotto forma di decreto poliziesco. Ci siamo affidati a Giordana perché ci illustrasse gli interventi di Gianluca Vitale e Laura Martinelli al Campus, di Pietro Basso ai giardini Schiapparelli, la biciclettata da piazza Castello al Cie tornato Cpr (ma stavolta Centro di Permanenza e Rimpatrio) di corso Brunelleschi:

Dai Cpr alle politiche globali

La lotta contro luoghi infami come i Cie/Cpr si lega a filo doppio con il pugno duro adottato contro l’Asilo sgomberato il 7 febbraio. All’innalzamento del livello di repressione nei confronti di alcune realtà riconosciute dal potere come nemico assoluto ci è sembrato opportuno almeno contrapporre un’analisi e un’apertura ai tentativi di resistenza e di rivendicare e ottenere livelli di sopportabile esistenza e comunque pretendendo libertà e di porre un argine all’arbitrio poliziesco. Dopo questi mesi di lotte a seguito dello sgombero dell’Asilo si è giunti a un tale grado di coercizione, di persecuzione, di kafkiane pieghe di sadismo burocratico che Silvia e Anna, recluse al 41 bis senza che nessun giudice gliel’abbia comminato, hanno dovuto contrapporre un gesto estremo e pericoloso nelle sue conseguenze. Lo sciopero della fame.

Dapprima Gabrio ci ha aggiornato sulle condizioni delle due compagne sequestrate dallo stato e ristrette a L’Aquila che richiedono di essere declassificate a forme che spetterebbero loro, in base alle accuse e alle norme e in totale assenza di giudizio, e non arbitrii dovuti all’interpretazione personale dei tanti funzionari che si arrogano ciascuno interventi che sembrano fare a gara a inasprire l’accanimento; analizzando infine la situazione e allargando il discorso alle forme di repressione messe in atto negli ultimi mesi contro il Movimento e in prospettiva futura.

Silvia e Anna: accanimento e abitudine all’inasprimento

Poi abbiamo avuto la fortuna di interpellare Elton Kalica, che dapprima ha subito il carcere duro per molti anni e poi lo ha iniziato a studiare e a frequentare con interesse scientifico mai scevro di umanità.

Una vera eminenza per quel che riguarda il sistema penitenziario e l’umanità ivi compressa, Nonostante la giovane età in materia di carcerazione speciale Elton è l’interlocutore giusto in questi giorni di particolare attenzione ai regimi detentivi e di reazioni a questi attraverso a quegli stessi corpi ristretti, che rifiutano il cibo per sottrarsi alla tortura e alla vessazione vendicativa, ci è sembrato corretto rivolgerci a questo giovane che ha esperito il carcere duro come vittima e poi come ricercatore per ottenere una schietta e inattaccabile descrizione dei motivi e delle modalità sottese a ogni regola normativa e individuale arbitrio nascosto tra le pieghe dei regimi restrittivi più feroci e punitivi.

41 bis e nemico assoluto genera tortura


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