Mercosur-EU: 20 anni per truffare 600 milioni di europei

Scritto dasu 6 Luglio 2019

Ma il danno è innanzitutto ambientale: infatti l’impresentabile Bolsonaro ha persino accettato di sottoscrivere gli Accordi di Parigi pur di spianare l’Amazzonia e scaricare in Europa prodotti agricoli ogm e coltivati con pesticidi vietati in Europa che sostituiranno quelli europei (e francesi innanzitutto) in cambio di merci automotive essenzialmente tedesche. Meat for car… e concorrenza sleale sulla pelle dei cittadini: in pratica si agevola e sostiene la produzione di automobili inquinanti e agricoltura intensiva senza alcun controllo sulle merci importate che sostituiranno quelle prodotte all’interno dell’Unione, meno concorrenziali perché di maggiore qualità.

I governi di Lula, Kirchner, Mojica… frenarono parecchio in questi anni proprio in previsione del disastro ambientale nei loro paesi, ma con i nuovi dirigismi ultraliberisti piovuti sul Sudamerica le remore sono state bandite; anche se in realtà chi ci rimette maggiormente è la salute degli europei, che hanno dovuto infilare la testa nel cappio senza poter esprimere il proprio disappunto, e in più con le perdite prevedibili in settori di mercato proprio per quei piccoli imprenditori che la vulgata vorrebbe agevolati dalla diminuzione dei dazi previsti biunivocamente dagli accordi fortemente voluti da Macrì (ovvero da Fmi).

Gli obiettivi di questo sistema che privilegia le filiere lunghe – l’opposto del chilometro zero – sono principalmente due: il Mercosur punta a incrementare le esportazioni di carne bovina di circa il 30% – previsto un contingente agevolato di 99 mila tonnellate annue – e altri prodotti agricoli verso l’Unione europea, alimentando un settore che si colloca al primo posto fra le cause della distruzione dell’Amazzonia. L’Europa, dall’altra parte, sotto la spinta decisiva della Germania (con il supporto di Spagna e Portogallo), avrà in cambio un’apertura dei mercati alle auto di grossa cilindrata, specialmente grandi fuoristrada (Suv), che ora subiscono una tariffazione del 35%. Altri beni che viaggeranno più speditamente verso l’America latina sono i macchinari (oggi tassati del 20%) e i prodotti chimici (che attualmente affrontano un sovrapprezzo del 18%) . In tutto l’Ue promette di risparmiare 4 miliardi annui di dazi sulle esportazioni e di aprire ai suoi investitori un mercato di 260 milioni di persone. Le esportazioni dal Mercosur riguardano per 3/4 prodotti primari, di cui oltre la metà sono prodotti agricoli – soprattutto semi di soia (12,8%) e farina di soia (11,5%), usata come cibo ultraproteico per animali “pompati”. Tra le esportazioni anche paste chimiche di legno di conifere (alla soda o al solfato) usate per produrre carta bianca (14%) e dissolvere buona parte delle foreste amazzoniche, caffè (12,5%), carne bovina, pollame e succhi di frutta.

Abbiamo sentito un’indignata Monica Di Sisto, responsabile di Fairwatch, con la quale abbiamo esteso l’analisi delle conseguenze di questo disastro ecologico anche gli squilibri geopolitici a livello europeo e globale:

Accordi capestro


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