Francia. Riforma pensioni: prime crepe

Scritto dasu 14 Gennaio 2020

In Francia, oramai da un mese e mezzo, sta proseguendo lo sciopero contro la riforma delle pensioni voluta dal governo Macron.

Il forte movimento di lotta ha inciso pesantemente sul settore dei trasporti su gomma e ferro, con scioperi, blocchi stradali, sabotaggi delle linee e in più occasioni il blocco delle principali raffinerie del paese, cosa che ha causato il crollo della disponibilità di carburante.

Il partito di Macron, la Republique en Marche, si avvia con difficoltà verso le prossime elezioni municipali, scontando un calo di consensi che ha costretto molti candidati del partito a presentarsi come nominalmente indipendenti.

Il movimento, d’altra parte, sta avendo difficoltà a darsi un piano organizzativo sovra-locale, anche a causa dell’ingombrante presenza dei grandi sindacati riformisti, primo tra tutti la CGT, che se da un lato ha dato copertura agli scioperi, anche nelle sue azioni più radicali come il sabotaggio delle linee elettriche, dall’altro funge da tappo alle possibilità di autorganizzazione autonoma e presenta sempre il rischio di un cedimento di fronte a qualche concessione governativa.

Concessioni che non sono tardate ad arrivare, con l’annuncio del ritiro del punto della riforma inerente l’aumento dell’età pensionabile, uno dei punti più contestati. Ma rimane in campo la parte della riforma che causerà, se effettuato, una drastica diminuzione delle pensioni stesse, portando a una contrazione delle capacità di reddito delle fasce sociali che hanno avuto un percorso lavorativo non continuativo.

Intanto lo stato francese mostra il lato violento della democrazia: la polizia aggredisce a freddo le manifestazioni con manganellate, proiettili di gomma e granate lacrimogene e il numero di feriti, anche gravi, non si conta. Lo stesso ministro dell’interno e i grandi media sono stati costretti ad ammettere che vi è stato un aumento esponenziale delle violenze poliziesche. I metodi che prima venivano confinati al mantenimento dell’ordine nelle banlieues, abitate da una popolazione razzializzata, oramai si sono diffusi su tutto il corpo sociale.

Ascolta la diretta con Gianni Carrozza, redattore di Radio Paris Plurielle, dove conduce la trasmissione “Vive la Sociale”.

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