Dal Gre”Eni”-washing di Descalzi sgorgano contraddizioni

Scritto dasu 15 Maggio 2020


L’eni investe decine di milioni ogni anno per comunicare un volto umano: non solo non corrotto o corruttore, né distruttore di equilibri ecologici; non solo invasore e portatore di progetti di sviluppo che si rivelano predatori e latori di depauperamento… Descalzi pretende anche di essere modello per un’evoluzione verde del mondo della produzione energetica, e lo fa investendo, trivellando, esplorando giacimenti fossili. Il core business rimane quello al 74% degli investimenti, in aperta contraddizione con gli intenti che pongono limiti temporali per una riconversione che, quando avverrà, avrà esaurito le scorte fossili.

A documentare la narrazione edulcorata di Eni sempre affiancando il risvolto nascosto della realtà, il negativo corrispondente a quel mondo favolistico di Descalzi hanno pensato Maura Peca e Andrea Turco, che hanno costruito un dossier (Follow the Green è stato presentato nel pomeriggio di oggi in un webinare)  pieno di dati commenti, promesse, target… investimenti che somigliano a quelli dell’Agip di Mattei sessant’anni dopo senza aver imparato nulla dalle devastazioni perpetrate in questi decenni.

Li abbiamo sentiti e alla fine del loro intervento ci hanno esemplificato una situazione, quella di Gela che ha una parentela con quanto un mese fa ci aveva raccontato Pippo Gurrieri su Total di Ragusa

Li abbiamo sentiti per capire meglio quali sono le strategie di promozione di Eni e quali i maneggi reali di Descalzi, appena confermato al suo posto, nonostante gli scandali di ogni tipo.

Eni vagheggia svolte verdi… nel fossile

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