Occupazione femminile e apertura delle scuole: una relazione pericolosa

Scritto dasu 6 Maggio 2020

Con l’annuncio delle prime riaperture e l’avvicinarsi della fase 2 molte delle riflessioni sulla società, e le città “del dopo” sembrano venire meno. La crisi che tutto il mondo sta affrontando è stata giustamente letta da molti come l’occasione per mettere in discussione l’intero assetto della società. Il momento richiede discorsi e azioni che siano in grado di promuovere trasformazioni reali. Le prime risposte politiche non propongono certo nulla di nuovo, sembrando invece riportare la società italiana indietro di qualche decennio. Ma cosa più inquietante ancora sono i discorsi che accompagnano la presentazione della fase 2, cosi come le critiche che arrivano da più parti. Scopriamo che alcune cose sono immutabili anche di fronte a sconvolgimenti epocali. L’idea che la riproduzione e la cura siano responsabilità prevalentemente, quando non esclusivamente, delle donne è una di queste. Rafforzata dalla retorica che spinge verso un ritorno alla cultura della famiglia tradizionale, con la madre a casa con i figli e gli uomini alla catena di montaggio.. Facciamo due chiacchiere con l’autrice dell’articolo uscito su Dinamopress.it Rossella Marchini.


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