Il caffè turco con Murat: scontri di calcolate inciviltà

Scritto dasu 30 Ottobre 2020

La canzone in tema di questa settimana era talmente paradossale che l’abbiamo proposta, ma poi ce la siamo dimenticata: Je suis content pour toi un pezzo di un cantante algerino naturalizzato francese Enrico Macias), tradotta in turco… era talmente incredibile di questi tempi una tale commistione che non l’abbiamo spiegato. Avevamo fretta di narrare delle dispute su vignette sataniche che avevano compattato tutte le anime musulmane in genere contrapposte (sautiti, qatarioti…), e non conoscevamo neppure quanto si sarebbe rivelata tragica l’evoluzione delle infiammate parole del presidente turco che mirava ad accreditarsi come capo di tutti i paesi islamici.

Murat stava spiegando con metodica precisione la trappola intessuta da Erdogan, in cui Macron ha voluto gettarsi per calcoli elettorali: non rinunceranno ai reali affari, né l’uno né l’altro, ma produrranno altri morti da fanatismo aizzato da contrapposizioni, differenti convinzioni; diritto alla beffarda blasfemia, sensibilità sedimentata dalla sufficienza del colonialismo… intanto che ne stavamo parlando, a Nizza stava consumandosi un nuovo brutale eccidio in un giorno emblematico. Oggi la Francia ferita dal covid cominciava il confinamento per un mese, oggi la Turchia festeggiava la fondazione della repubblica; due nazioni contrapposte nei vari teatri bellici dello scacchiere internazionale per interessi che esulano da quelli dei cittadini, che rischiano decapitazioni perché i presidenti possano entrare nei panni dei comandanti in capo.

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