Il caffè turco con Murat: cifre false anche sul covid dal regime turco

Scritto dasu 27 Novembre 2020

Completando la relazione pericolosa tra Russia e Turchia delle puntate precedenti si inizia la puntata con un pezzo musicale russo cantato in turco, al contrario del precedente:

Questo giovedì si è parlato di come fosse palese la sottostima dei dati sulle vittime della pandemia in Turchia, scoperchiata nel momento in cui i numeri in possesso del sindaco di Istanbul relativi soltanto alla megalopoli sul Bosforo riferivano di una quantità di contagiati superiore alle stime divulgate per tutto il territorio nazionale dal governo di Ankara.

Sempre più o meno in argomento Murat scoperchia magagne legate alla didattica a distanza (aggirata e inconcludente) e il correlato lavoro minorile, la conseguente dispersione scolastica che si allargherà ulteriormente dopo l’esperienza della didattica a distanza, soprattutto al femminile, viste le difficoltà per le studentesse.

Ma in una condizione ancora più terribile, in una spirale sempre più tragica, si trovano i ragazzini minorenni siriani, privati dell’istruzione, costretti a lavorare e fatalmente destinati a essere sfruttati perché privi di istruzione e con una scarsa conoscenza della lingua turca.

Qui il centellinamento del caffè di giovedì 26 novembre 2020 con Murat Cinar:

 

 

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