Sangue nostrum: dal pattugliamento al respingimento umanitario

Scritto dasu 17 Ottobre 2013

frontex nostrum

Ciò che capita in questi giorni avviene da anni. Si è trattato soltanto di una tragedia di maggiori dimensioni, ma è solo l’ultima di una serie ventennale che verrà utilizzata dalle autorità per aumentare l’importanza di Frontex, l’agenzia polacca preposta a ‘difendere’ la fortezza europa, che non ha nessun carattere umanitario o di rispondere alle richieste derivanti dal diritto all’asilo: infatti il governo italiano ha già varato Mare Nostrum, un modo anche nei termini linguistici imperialista di passare dalle espulsioni ai respingimenti, la maniera meno esposta possibile nella sua efferata ferocia, ammantandola di finta pietà e di false promesse di protezione, di cordoglio ipocrita, in realtà rendendo ancora più esiziale l’allontanamento dalle coste siciliane dei migranti in arrivo da Egitto (dove con il cambio di regime i siriani vengono vessati ed espulsi) e Libia, dove la situazione è ancora più pericolosa.

La Sicilia in questi anni ha subito già una forte militarizzazione del territorio e con questi nuovi provvedimenti questa situazione non potrà che peggiorare: droni a Trapani (che il bellicoso ministro Mauro ha dichiarato che verranno utilizzati nell’operazine Mare nostrum), sottomarini militari ad Augusta.. per non parlare delle infinità di basi e di nocività annesse come il Muos a Niscemi.

Paola Ottaviano, avvocato impegnato nella difesa dei migranti, ci ha raccontato anche di episodi incredibili, di persone dimenticate nella stiva alla deriva, quando sono intervenuti dei soccorsi libici a trarre in salvo gli altri naufraghi. Si sa che stanno già avvenendo respingimenti in Libia, contrari a ogni norma di diritto all’asilo e l’Italia è già stata condannata per questo, eppure ci sono stati rimpatrii in 24 ore verso l’Egitto nel periodo in cui si diceva che era pericolosissimo entrare nel paese sulle sponde del Nilo.  Per quel che riguarda i siriani, cercano in tutti i modi di non essere identificati, perché per gli accordi di Dublino in quel caso non potrebbero raggiungere i parenti in Scandinavia… si potrà avere qualche dato sulla riuscita del loro tentativo di passare attraverso le maglie della burocrazia europea tra qualche tempo, come è avvenuto nel 2011 per i tunisini.

Il livello di dibattito sull’immigrazine si è appittito sulle posizioni governative; per fortuna l’opposizione dei territori ha permesso di legare tutti questi temi, mobilitando la popolazione siciliana: antimilitarismo, antimperialismo e antirazzismo si fondono per mettere in atto iniziative forti, capaci di sfondare il muro di gomma. Pensare che basterebbe aprire corridoi umanitari che consentano a queste persone in fuga di recarsi dove intendono ricostruirsi una vita, consentendo l’ovvia libertà della mobilità delle persone chehanno una loro dignità nei loro spostamenti, esattamente come chiunque si sposta per raggiungere il proprio posto di lavoro, che sia in patria o altrove. Invece il sistema deve rimanere così perché a qualcuno conviene (e non sono gli scafisti i maggiori beneficiari).

 

2013.10.17-border_sicilia


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