Aggiornamenti da Calais sulla guerra contro gli abitanti della Jungle

Scritto dasu 15 Febbraio 2016

Vicino a Calais e nell’arco di 60 km, esistono diverse baraccopoli e tendopoli oltre alla enorme “Jungle”. Tutti luoghi dove migranti e richiedenti asilo sopravvivono aspettando di raggiungere la Gran Bretagna o semplicemente vivono non avendo altro orizzonte che restare accampati. La violenza di polizia e gruppi paramilitari non si ferma ma si trasforma: al momento non si sa ancora bene quanti siano i gruppi apertamente fascisti che da tempo aggrediscono i migranti e i richiedenti asilo in città o vicino ai campi, e quanti gli agenti in “borghese” che compiono le stesse aggressioni che resteranno, naturalmente, impunite.

I feriti, in queste ultime settimane, sono stati numerosi così come le spedizioni punitive. Di fatto per le persone della baraccopoli diventa sempre più pericoloso avvicinarsi alla città. Molti si allontanano per il terrore di essere aggrediti, pestati, incarcerati. Uno dei risultati prodotti da questa violenza diffusa e apparentemente “non organizzata” – molto funzionale alle istituzioni e prima ancora di qualsiasi operazione di sgombero – vede migranti e richiedenti asilo abbandonare gli accampamenti autocostruiti, cercare rifugio in altri campi o spostandosi in altre città o paesi. In queste ore, alla vigilia di altre azioni di sgombero e deportazione in altre strutture, la ricattabilità è come sempre massima nei confronti dei migranti. A questo si aggiunge la militarizzazione della zona e il controllo capillare dell’autostrada che porta al tunnel sotto la Manica, delle stazioni e del porto di Calais.

La guerra a migranti e richiedenti asilo è aperta e dichiarata anche qui. Il prossimo enorme sgombero annunciato per lunedì 22 febbraio, con ruspe e uno spiegamento molto ingente di polizia, colpirà almeno 800 persone nella zona centrale della Jungle.

Claudia questa mattina, proprio da Calais, ci ha fatto un quadro di quello che sta succedendo. Ascolta il contributo:

claudia


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