Belgrado, le porte chiuse della “Fortezza Europa”

Scritto dasu 18 Gennaio 2017

A causa della chiusura della frontiera ungherese, sono oltre mille i migranti bloccati nella capitale serba costretti a sopravvivere in condizioni che definire tragiche è un eufemismo. Dormire per terra in  casermoni abbandonati, usufruire di un solo pasto al giorno distribuito dai volontari dell’Hot Food Idomeni group, bruciare qualsiasi materiale reperito nei dintorni per potersi riscaldare, mancanza totale di servizi igenici il tutto a temperature che raggiungono i 20 gradi sotto zero la notte, queste sono le condizioni che si ritrovano ad affrontare i rifugiati a Belgrado.
Continuano ad arrivare da parte delle organizzazioni umanitarie e istituzionali le richieste di laciare lo stato di allarme per le condizioni di vita dei rifugiati politici e dei migranti e questo non solo in Serbia ma anche in Grecia dove migliaia di persone continuano a rimanere nelle isole. Nonostante alcuni miglioramenti poco più che palliativi come l’inizio dei trasferimenti in alcuni luoghi nei pressi di Belgrado la situazione sempre più tragica non vede orizzonti di miglioramento.

Ne abbiamo parlato con Cosimo Caridi, giornalista freelance, in diretta da Belgrado.

Caridi_Serbia


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