Medio Oriente: Raqqa libera dallo Stato Islamico, Baghdad invade il Kurdistan iracheno

Scritto dasu 18 ottobre 2017

Raqqa è libera: l’annuncio delle Forze Siriane Democratiche e le immagini delle strade della città infine liberate dalla presenza dei miliziani dello Stato Islamico ieri hanno fatto il giro del mondo. La riconquista della roccaforte dell’Isis è avvenuta al prezzo di una lunga battaglia, iniziata a giugno e costata la vita a migliaia di persone tra combattenti e civili. Una vittoria fondamentale anche per l’importanza strategica di Raqqa per il Califfato, che lì aveva stabilito la sua principale incarnazione territoriale.

Se gli ultimi miliziani rimasti nella città – ormai ridotta in macerie – sono stati catturati o uccisi dalle forze kurde durante l’offensiva finale, molti altri sono fuggiti nei giorni scorsi, presumibilmente a sud, in direzione di Deir el-Zor. La caduta di Raqqa non segna purtroppo la fine dello Stato Islamico, che persa la sua roccaforte territoriale nelle prossime settimane cercherà di riorganizzarsi in altre forme.

Nel frattempo, al di là del confine orientale siriano, il braccio di ferro tra Baghdad e Erbil (iniziato dopo il referendum per l’indipendenza del kurdistan iracheno dello scorso 25 settembre) è sfociato in una vera e propria operazione militare. Lunedì le truppe irachene hanno infatti preso il controllo della città kurda di Kirkuk, cui è seguito ieri quello di Sinjar, nel nord ovest della regione. Al centro del contendere innanzitutto le riserve di petrolio dell’area kurda, non a caso tra le prime a essere state occupate dalle truppe irachene entrate a Kirkuk. Se l’operazione non ha per ora assunto i contorni di una vera e propria battaglia tra Erbil e Baghdad, poiché le unità peshmerga hanno abbandonato le due città, l’offensiva irachena sta avendo importanti ripercussioni anche sul piano interno. Lo sconfinamento nell’area kurda sta infatti mettendo in ulteriore difficoltà il presidente Barzani, che sul referendum per l’indipendenza aveva cercato di giocare una partita di rilegittimazione politica all’interno di una regione alle prese con grosse difficoltà economiche e sociali.

 

Il commento con Chiara Cruciati, giornalista di Nena News e Il Manifesto:

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