Brasile: il golpe bianco si ammanta di nero

Scritto dasu 23 Settembre 2018

Le conseguenze del golpe bianco con cui nel 2016 è stata destituita la presidente petista Dilma Rousseff e si è insediato il governo maschio, bianco, neoliberista guidato da Michel Temer non si sono fatte attendere. Il quadro socio-economico brasiliano, tanto nel contesto urbano quanto in quello rurale, ha visto negli ultimi due anni un aumento sostanziale della povertà. La guerra classista e razzista portata avanti dalle oligarchie economiche con l’ausilio della antica classe media ha utilizzato come strumento l’operazione “lava-jato” del giudice Sergio Moro. L’ordine del discorso politico è stato spostato dalla questione materiale alla questione morale: non la crescente frattura economica di classe, giocata su linee di colore e genere, ma la dicotomia corruzione/anti-corruzione, ha egemonizzato l’immaginario. Terreno fertile per il ritorno in auge oggi, in occasione delle elezioni presidenziali che si terranno il 7 ottobre, di una estrema destra nostalgica della dittatura militare.

Infatti, se le violente misure di austerità promosse negli ultimi due anni hanno fatto crollare i consensi in Temer, al Lula-ladrão si contrappone oggi l’uomo nuovo e onesto: Jair Bolsonaro. In realtà deputato federale da  ben 27 anni, Bolsonaro si è formato nei ranghi dell’esercito brasiliano durante gli anni della dittatura militare (1964-85). Dittatura che, ci tiene a precisare, “ha torturato ma non ucciso abbastanza”. Nazionalista, sessista, omofobo, a favore delle armi e con un vice Generale dell’esercito, con la sua candidatura data al 28% dei consensi Bolsonaro porta il paese sull’orlo dal fascismo.

Sul fronte PT, Fernando Haddad, erede politico di un Lula incarcerato e dato al 40% dei consensi, ma reso incandidabile da una riforma della giustizia ad hoc, si ferma al 16% e potrebbe non arrivare nemmeno al ballottaggio, se superato dal centrista Ciro Gomes.

Della complessa situazione politica brasiliana, abbiamo parlato questa mattina con Luciano, attivista di São Paulo:

Il golpe bianco si ammanta di nero


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