Stato etico. Lavoro coatto, carta a punti, controllo sui consumi

Scritto dasu 2 ottobre 2018

La Cina è vicina? Le suggestioni di Loretta Napoleoni, una degli economisti di riferimento dal Movimento 5 Stelle, trovano puntuale riscontro nelle dichiarazioni della vice ministro dell’economia Laura Castelli sul reddito di cittadinanza. Carta a punti, controllo sui consumi, premi a chi si dimostra virtuoso, lavoro coatto.
Il viceministro dell’economia Laura Castelli ha annunciato un nuovo coordinamento tra le banche dati di Inps, centri per l’impiego, comuni e centri di formazione, realizzato dall’ex numero due di Amazon, Diego Piacentini, oggi commissario straordinario per l’attuazione dell’agenda digitale. Niente di eccepire: chi viene da Amazon sa bene come costruire una gabbia di controllo elettronica.
Il «reddito di cittadinanza» sarà senza denaro contante. Sarà erogato attraverso un bancomat o una «App» con borsellino elettronico sui quali sarà accreditata la cifra risultato della differenza tra il tetto di 780 euro (il massimale del 60% del reddito mediano pro capite) e i limiti patrimoniali e reddituali stabiliti dall’Isee. La media a testa potrebbe essere almeno la metà della cifra e sarà scalata in base agli acquisti effettuati in circuiti predefiniti dal governo.

Sono le coordinate che seguirà il governo digitale di almeno 3,6 milioni italiani «poveri», ma attivi e in età di lavoro. Almeno 1,6 milioni di stranieri residenti, anch’essi contabilizzati tra i «poveri assoluti», saranno esclusi da questa misura. Dovrebbero essere ammessi solo i residenti da 10 anni in Italia.
Nello schema del governo Cinque Stelle-Lega la sorveglianza sarà finalizzata al controllo morale del «povero» il quale dovrà rispettare i seguenti requisiti: lavorare otto ore gratis per lo Stato, accettare una proposta su tre di lavoro dai centri per l’impiego, partecipare a corsi di formazione o reinserimento professionale per dimostrare la propria «disponibilità» ad «attivarsi» per un periodo che potrebbe arrivare anche fino ai tre anni.
Si prefigura un percorso premio-punitivo: se il «cittadino» rispetterà le ingiunzioni, potrà eseguire gli acquisti con la sua carta di credito; se non lo farà riceverà un punteggio negativo. Nella «manovra del popolo» la cittadinanza è intesa come una patente a punti. Il cittadino sarà valutato in base a una scala di reputazione, o ranking, sincronizzato con l’importo accreditato in maniera digitale. Si tratta di un sistema di accreditamento sociale che verificherà, in tempo reale, la «moralità» dei poveri, la loro condizione lavorativa e sociale, la volontà di rispondere ai comandi del governo con il quale ha stretto un «patto» di buona condotta.
Questo sistema di sorveglianza ricorda il «sistema di credito sociale» attualmente sperimentato in Cina.

Questo meccanismo, ben lungi dal produrre la liberazione dalla povertà, produce invece un sistema di controllo capillare degli esclusi, di chi non lavora e non lavorerà mai, se non in nero, precariamente, in modo informale.

Ne abbiamo parlato con Robertino Barbieri

Ascolta la diretta:

2018 10 02 cina e reddito citt rob


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