Renzi, un Arlecchino servitore di troppi padroni

Scritto dasu 18 Marzo 2014

6114242_orig Mentre i media nostrani (in particolare Rai e Repubblica, decisamente più prudente il Corriere) gongolano per la benedizione della Cancelliera Merkel alle proposte del neo-premier (senza porre il giusto rilievo sulle minacce implicite  che questi complimenti comportano), i giornali tedeschi sembrano invece ignorare la visita di Stato del ‘nostro’ a Berlino. Analoga perdita di simpatia viene registrata sul versante statunitense, dove in sole due settimane i favori del Financial Times sono passati dall’incoronazione alla stroncatura

Le tante proposte di Renzi sembrano in effetti tanto ambiziose quanto contraddittorie e rivelano, almeno per il momento, un giocatore che vuole giocare su troppi tavoli, mettendo insieme il rigore di Padoan (ex-uomo del Fondo Monetario Internazionale) a certe volontà nostrane di ricontrattazione al ribasso, Mc Kinsey e certi operatori finanziari della City londinese. La grande vittoria vantata dall’ex-sindaco di Firenze si riduce in fondo a qualche punto di percentuale di margine ottenuto dalla Germania. Il suo problema sempra essere un po’ quello dell’Arlecchino goldoiniano ma qui i padroni di cui si vuole essere servitore sono troppi…

Certo, il minimo comune denominatore che contraddistingue tutte le proposte è l’interesse della grande finanza, nella più completa rimozione del governo del sociale.

A partire dall’articolo Ma quanti governi contiene il governo Renzi? uscito su Senza Soste  abbiamo fatto una chiacchierata con Silvano Cacciari

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