Brasile: un punto sulla controrivoluzione preventiva di Bolsonaro

Scritto dasu 1 Novembre 2019

Dall’omicidio di Marielle Franco agli incendi in Amazzonia, il Brasile governato dal fascista Bolsonaro sta da tempo attraversando un’ennesima fase controrivoluzionaria preventiva, in cui emerge in maniera quanto mai esplicita lo storico connubio tra autoritarismo e capitalismo, ben radicato a livello pratico e teorico in tutta la regione latino-americana.

Come si inserisce l’attuale espansione latifondistica in Amazzonia nello sfruttamento di questa regione e nel genocidio e schiavizzazione delle popolazioni indigene che la popolano, a partire dalla conquista coloniale? Quali sono gli interessi che si giocano dietro ai processi di accumulazione capitalistica legati agli incendi e mascherati dietro al concetto edulcorato di “agro-business”? Più in generale, nel contesto brasiliano vi è una chiara continuità che si evidenzia nelle trasformazioni del modo di produzione capitalistico e nelle forme sociali ad esso legate – che può essere compresa solo a partire dallo storico legame tra latifondisti e industriali – di cui il governo Bolsonaro non è che un tassello, così come lo fu la dittatura militare nel 1964 o ancora il suicidio di Getúlio Vargas nel 1954.

Questa mattina ne abbiamo parlato con Luciano – compagno di São Paulo con cui qualche mese fa avevamo già tracciato alcune riflessioni sullo Stato fascista in fase di ristrutturazione e crisi in Brasile – partendo dalle recenti evidenze che confermano il coinvolgimento di Bolsonaro nell’omicidio di Marielle Franco.


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