Microfoni Aperti 28 giorni dopo – in continuo aggiornamento

Scritto dasu 10 Aprile 2020

A quasi un mese dall’inizio dell’inizio dello stato di emergenza continuano i microfoni aperti di Radio Blackout per analizzare, confrontarsi e raccontare gli effetti della pandemia sulle nostre vite.

Rompi l’isolamento!

chiamaci allo 011 249 5669
mandaci un vocale al 346 667 3263

Di seguito alcuni degli interventi raccolti in questi giorni.

14 aprile

Nei giorni di Pasqua e Pasquetta i controlli polizieschi si sono intensificati in tutta Italia. In un appartamento di Barriera di Milano la polizia è entrata e ha arrestato due giovani che festeggiavano il compleanno. Abbiamo ascoltato la testimonianza di un’inquilina di quel palazzo:

 

La militarizzazione delle strade va avanti dall’inizio della quarantena. Spesso, si interseca con episodi di delazione dal balcone. La sorveglianza viene appaltata a solerti vicini di casa che avvisano le volanti della presenza di una famiglia impegnata in un breve giro fuori casa. Abbiamo sentito la testimonianza di chi ha avuto esperienza di tutto questo, rimediando una multa:

 

13 aprile

Ancora una testimonianza sulla mattanza sbirresca al carcere di Santa Maria Capua Vetere.

 

11 aprile

Spunti sullo smart working

 

La moglie di un detenuto del carcere di Rebibbia ha condiviso con noi le sue riflessioni e la sua rabbia sulla situazione nelle carceri, raccontandoci anche il percorso che ha portato a chiamare un presidio giovedì 16 aprile alle 12, appunto davanti al carcere.

 

8 aprile

Un ospite del dormitorio torinese di Corso Tazzoli ci racconta della loro situazione e della loro lotta

Un contributo dalle valli valdesi, LA NAVE DEI FOLLI: una serie di puntate attorno alla boa della cibernetica.

7 aprile

Aggiornamenti da Milano: Mascherine obbligatorie ma introvabili, controllo nelle strade e situazione nelle carceri di Opera e SanVittore

6 aprile

Un contributo di Paola: uno sguardo luddista sulla pandemia

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Assemblea radiofonica su radio onda d’urto contro le grandi opere

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Di seguito il testo dell’indizione e l’audio dell’assemblea

https://www.radiondadurto.org/2020/04/07/grandi-opere-inutili-sanita-assemblea-pubblica-radiofonica-martedi-7-aprile/

 

6 aprile

Un aggiornamento sulla situazione delle carceri in Italia in questo momento con Sandra dell’associazione onlus Yairaiha.

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Uno sguardo sul carcere delle Vallette, dopo i primi positivi sia tra i detenuti che tra le fila della polizia penitenziaria, gli unici ancora nella possibilità di entrare e uscire dall’istitituto penitenziario. In collegamento Luca, un compagno in licenza domiciliare dal regime di semilibertà all’interno del carcere di Torino.

 

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Di seguito l’appello dal carcere delle Vallette dei detenuti in articolo 21 per lavoro esterno

Viviamo in un ambiente di circa 100 metri quadrati suddiviso in più camere per un totale di 45 persone, 2 servizi igienici per tutti e al pian terreno di questa struttura ci sono anche delle mamme con dei bambini innocenti che continuano ad essere rinchiusi. Alle nostre, critiche e disperate, condizioni assistono anche gli operatori della polizia penitenziaria, vittime anch’essi del totale menefreghismo istituzionale onnipresente e oggi ancor più irritante.

Siamo da giorni isolati a causa dell’accertamento della contaminazione da virus di un soggetto tra noi. Non veniamo visti da nessuno e nessuno ne parla per voler nascondere la realtà di un lazzaretto che lascerà alle spalle morti preannunciate, e forse volute, nella più totale indifferenza.

Pandemia, terza guerra mondiale, #state a casa, #ce la faremo: giuste considerazioni del momento che attraversiamo, ma fatte solo esclusivamente per tirare acqua al proprio mulino.

Allo stato attuale nella nostra palazzina permangono i semiliberi che si son visti rigettare richiesta di licenza premio come previsto e disposto dal Dpcm ( scritto con l’apparente obbiettivo di sfollare i carceri). A testimonianza di una non volontà di assicurare, in un momento di così altamente critico e rischioso, la tutela della salute e della vita.

Non privilegiano coscienza, sentimenti umanitari e ragionevolezza, termine quest’ultimo spesso adoperato in sede di formulazione delle sentenze di condanna quando si presentano non poche incertezze e lati oscuri. Poltrona, autorità e potere è ciò che sovrasta ogni cosa compresa la vita. Eppure Cesare Beccaria già nel lontano 1700 lottava contro la pena di morte e contro la tortura che a secoli di distanza trova diversa applicazione nelle condizioni psicofisiche che viviamo: massacranti ed insopportabili.

Pure l’OMS, l’ISS e la stessa Presidenza del Consiglio dei Ministri consigliano, obbligano, sanzionano, per effetto di direttive salvavita paradossalmente escluse e nascoste all’interno delle carceri, bombe ad orologeria che coinvolgono figli, mogli, madri, fratelli angosciati dal cattivo e sempre più incerto futuro che ci aspetta. Ma dove sono finiti i diritti umani riconosciuti e sanciti nelle costituzioni di società e paesi che ancora oggi hanno il coraggio di autodichiararsi civili, industrializzati, sviluppati e anche democratici? Il razionale è fortemente discriminante!

Oggi purtroppo si registra il primo detenuto morto per COVID 19, o forse il primo che hanno avuto il coraggio di rendere pubblico dopo tanti silenziosi casi. La situazione può precipitare in tutto il paese se dal carcere vengono a svilupparsi i cosiddetti contagi di ritorno.

E allora perché non prevenire questa ecatombe attraverso provvedimenti pro tempore? Almeno fino al perdurare dell’emergenza sanitaria, magari attraverso l’ampliamento dell’applicazione dell’articolo124 del decreto legge 18/2020 nei confronti di coloro che abbiano già dato prova di buona condotta, nei confronti di chi gode di permesso premio, con obbligo di permanere presso il proprio domicilio o altro luogo di assistenza.

Il nemico attuale è invisibile, imprevedibile e silenzioso per tutti ma letale per qualcuno. Chi,

potendo farlo, non interviene oggi, sarà suo complice in responsabilità soggettive e oggettive di esiti criminali contro la salute e contro la vita.

Aiuto è ciò che chiediamo, aiuto è ciò che ci dovete. Già è troppo tardi… fate presto!

Domenica 5 aprile

I DETENUTI RECLUSI E ISOLATI NELLA PALAZZINA DEI SEMILIBERI DEL CARCERE DI TORINO

 

 

Alcuni degli interventi raccolti nel mese di marzo li trovi qui

https://radioblackout.org/2020/04/microfoni-aperti-da-torino-zona-rossa/

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