Fare i potenti con il culo dei curdi

Scritto dasu 11 Ottobre 2019

Tutti hanno preso spunto dall’iniziativa del Sultano, amico del Califfo, per trarre vantaggio dall’aggressione coi connotati di pulizia etnica al Rojava. Sembra che il “la” dato dall’apparentemente inetto presidente americano – che però mira al suo elettorato a cui aveva promesso di ritirare tutte le truppe (una richiesta che da decenni si rivolge agli Usa e prontamente viene esaudita nel momento e nel posto sbagliato) – abbia innescato in tutto il quadrante le mosse attese dagli incontri di Astana.

Ne trarranno vantaggio tutti i personaggi in commedia: Assad potrà dire di controllare tutto il territorio o quasi in un’ottica ancora fondata sui confini; Erdogan cerca di recuperare i consensi persi per la crisi economica con la guerra; gli ayatollah potranno accreditarsi come interlocutori per chi non sa a chi votarsi per scampare al Daesh, ringalluzzito nelle sue enclave dove le milizie curde lo avevano confinato; gli jihadisti verranno riutilizzati per infiltrare territori epurati dalla presenza curda… Ma soprattutto Putin consolida il suo controllo sull’intera area siriana, di cui controlla già lo spazio aereo e si sta ventilando possa schierare le sue truppe al confine dopo che Erdogan avrà completato la sua macelleria.

Abbiamo cercato di capire meglio quali possono essere i meccanismi, gli accordi, le strategie in atto in Mesopotamia con Antonella De Biasi, che ha curato una pubblicazione intitolata significativamente curdi, estendendo l’analisi anche agli scontri in tutte le più grandi città irachene, che hanno già ucciso decine di persone e che stanno facendo tremare il governo di Baghdad… infatti il territorio su cui vivono le comunità e i clan curdi insistono sulle nazioni coinvolte in questo conflitto annoso.

All’inizio della devastazione della esperienza del Rojava di Ypg/Ypj

 


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