immigrazione

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  Non solo durante il viaggio uccisi dagli stenti, o dalle percosse degli sbirri di ogni latitudine, non solo affogando sulle coste dell’accogliente Europa, ma i migranti muoiono anche una volta finalmente giunti a destinazione, durante lo sfruttamento bracciantile nelle campagne si muore per le condizioni in cui si è costretti a vivere, solo perché […]

Ciò che capita in questi giorni avviene da anni. Si è trattato soltanto di una tragedia di maggiori dimensioni, ma è solo l’ultima di una serie ventennale che verrà utilizzata dalle autorità per aumentare l’importanza di Frontex, l’agenzia polacca preposta a ‘difendere’ la fortezza europa, che non ha nessun carattere umanitario o di rispondere alle […]

Dopo una breve pausa sono riprese le lotte al CIE di Gradisca. Sabato scorso un immigrato è riuscito ad evadere. La notte successiva nella struttura isontina è scoppiata l’ennesima rivolta: gli immigrati si sono alternati nell’occupazione del tetto della struttura, spaccando anche le ringhiere. In tre ce l’hanno fatta a fuggire. Un’evasione spettacolare: con corde […]

 Nel Foro boario di Saluzzo a inizio luglio bivaccano abusivamente circa 400 migranti africani, senza acqua, corrente elettrica e servizi igienici. Dormono su dei cartoni e sotto teli di fortuna. L’11 giugno è avvenuto lo sgombero farsa voluto dal sindaco per “far capire che il piano accoglienza sarebbe stato portato avanti senza tentennamenti dove deve […]

Come nel caso delle cooperative della logistica, così nelle campagne di tutta Italia, da Rosarno a Saluzzo alla Puglia, i lavoratori migranti vengono sottoposti a un forte sfruttamento. Continuando ad approfondire la loro situazione e le relative prospettive di lotta, Radio Blackout ha dapprima intervistato Ibrahim, giovane senegalese che vive al Gran Ghetto vicino a Foggia: […]

Similitudini e diversità si fondono in una sola forma di razzismo schiavista nelle campagne italiane, siano esse dislocate a nord, come a sud, nel cuneese, come ci narra Walter del Comitato antirazzista di Saluzzo, come nela Puglia narrata da Irene in occasione dell’autoformazione di rete intitolata Sfruttamento del lavoro straniero, caporalato e tratta, che si […]

I rifugiati e le rifugiate dell’ex Moi occupata sono scesi in piazza ieri pomeriggio in occasione della visita a Torino della presidente della Camera Laura Boldrini, invitata ad aprire la ‘Biennale Democrazia’. Un evento con un nome perlomeno contraddittorio, per lo scenario che si è trovato di fronte il corteo al suo arrivo in piazza […]

Occupato domenica mattina a Firenze un ex albergo nel quartiere Novoli. Tra gli occupanti un gruppo di rifugiati arrivati due anni fa dalla Libia e abbandonati dalla istituzioni dopo la fine della cosiddetta “emergenza nord Africa”. Con loro il Movimento di lotta per la casa di Firenze. Ascolta la diretta con Benedetta, una compagna del […]

Dopo aver intervistato 29 bimbi e adulti respinti dai porti nostrani, Human rights watch ha stilato un rapporto in cui denuncia il comportamento delle autorità italiane che imbarcano in massa verso la Grecia profughi provenienti da paesi in guerra. Agli adulti non viene data la possibilità di fare domanda d’asilo, ai bambini non viene concessa […]

Alina ha 32 anni quando muore nel commissariato di polizia di Opicina a Trieste.
Tre giorni prima era stata prelevata da una volante della questura all’uscita dal carcere, dove aveva trascorso gli ultimi nove mesi, per una condanna per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Alina non era una passeur prezzolata ma una persona solidale con altri immigrati come lei.
Alina non era in stato di fermo né di arresto: è stata quindi detenuta illegalmente.
Decide di uccidersi. La sua agonia durerà 40 minuti sotto gli occhi delle telecamere della questura, ma l’agente di guardia non trova un minuto per dare un’occhiata. Un suicidio “assistito”.
L’inchiesta per la morte di Alina scoperchia un vaso di pandora, che dimostra che le detenzioni illegali sono una pratica diffusa nella questura triestina.
I migranti sono sistematicamente sequestrati in previsione della loro espulsione.
Carlo Baffi, dirigente dell’ufficio immigrazione della Questura di Trieste, è attualmente indagato per sequestro di persona e omicidio colposo.
Forse non è un caso se nella perquisizione disposta dal Pm, nell’ufficio e nella abitazione di Carlo Baffi, vengono trovati e sequestrati libri nazisti e fascisti, libri di difesa della razza e “come riconoscere il giudeo”, poster del duce e simboli nazifascisti.
Baffi aveva messo nel suo ufficio, sotto gli occhi di tutti i suoi colleghi, la targhetta “Ufficio Epurazione” con l’effige di Mussolini.
Oltre ad Alina Bonar Diachuk altre 49 persone sono sequestrate allo stesso modo, i fascicoli sono stati sequestrati nell’ufficio di Baffi e adesso si stanno facendo le ricostruzioni necessarie.
Oltre duecento persone hanno partecipato al presidio sotto la Questura di Trieste svoltosi mercoledì 16 maggio.
Ne abbiamo parlato con un compagno di Trieste, Federico, che ha messo in rilievo come la pressione sulle istituzioni possa ridurre la violenza e gli abusi sistematici della polizia nei confronti dei migranti, ma, senza l’eliminazione di frontiere e leggi razziste, difficilmente ci sarà una reale inversione di tendenza.

Nella nostra regione la malattia è sempre più malattia sociale. Da un’intervista ad un medico di base di zona Vanchiglia pubblicata sul quindicinale on line NuovaSocietà emerge il collegamento diretto tra diminuzione dei redditi e crescita delle malattie.
Chi campa con meno di mille euro la mese tra pagare una bolletta e una visita specialistica non di rado opta per la bolletta.
Ne consegue che sia la prevenzione delle malattie – unico modo per ridurre le spese in una cornice etica – sia la cura di patologie anche gravi spesso vengono trascurate per ragioni economiche.
In fondo alla scala sociale troviamo gli immigrati e i profughi.

Ne abbiamo parlato con Santa Di Prima, medico ospedaliero e volontaria della microclinica Fathi

“Contrastare la clandestinità è un dovere di civiltà”. Queste sono state le parole del ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri all’inaugurazione del Centro nazionale di coordinamento per l’immigrazione, lo scorso 15 febbraio a Roma. Tale centro dovrebbe essere una base organizzativa per i diversi corpi di polizia e le forze armate (carabinieri, guardia di finanza, marina militare e capitaneria di porto) impegnati nella guerra ai migranti. Non c’è altro termine per descrivere ciò che i governi europei, e quelli affacciati sul mare in primis, stanno mettendo in pratica lungo la fascia costiera del Mediterraneo: militarizzazione delle coste, uso dei più avanzati dispositivi tecnologici, cacce all’uomo per rinchiudere uomini e donne dentro lager in cui la vita umana non vale nulla. Perché i Centri di Identificazione ed Espulsione sono lager, lo abbiamo sempre detto e lo ribadiamo.
Questo l’incipit di un lungo articolo di Raffaele Viezzi

Ascolta l’intervista a Raffaele su immigrazione, CIE, informazione negata, permesso a punti, repressione:


Radio Blackout 105.25

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