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Sabato prossimo il comitato “Riprendiamoci il quartiere” con la collaborazione di Forza Nuova ha annunciato una nuova marcia contro i rom a Mirafiori. L’obiettivo dichiarato è la cacciata dei rom da via Artom. Per la seconda volta in due settimane i fascisti tornano in piazza a Mirafiori. Vogliono guadagnare consensi giocando la carta della guerra […]

Come spesso accade, a cicli quasi regolari, il mirino della cronaca e delle campagne elettorali si concentra in una direzione, quella dei campi Rom. Matteo Salvini organizza una passerella a Bologna, la organizza così bene da guadagnarsi ampie pagine di giornali in cui denuncia “la violenza subita da parte dei centri sociali”. Giornali che non […]

L’Italia rischia una procedura di infrazione da parte della Commissione europea, a causa delle politiche abitative segregative nei confronti dei nomadi. Lo ha reso noto l’Associazione 21 luglio, citando una lettera inviata dalla Direzione Generale Giustizia della Commissione Ue al Governo italiano. L’organismo europeo punta il dito contro la «condizione abitativa dei rom» nel nostro […]

L’incredibile ma assolutamente reale storia del bus che collega Borgaro a Torino: la storia della mozione di sindaco ed altri esponenti della maggioranza del comune di Borgaro che chiedono a GTT (l’impresa di trasporti locale) di “sdoppiare” un bus per separare i passeggeri rom del campo che si trova vicino alla piccola cittadina dagli altri passeggeri. […]

E’ una tranquilla domenica di settembre. A Borgaro, paese dell’hinterland torinese, c’é la fiera. A questa fiera c’é anche un ragazzo di trentunanni con il suo bambino e un amichetto. Il padre di distrae un attimo. In quell’attimo i due bambini sono spariti tra la folla, inghiottiti. L’uomo li cerca ma non li trova. Ha […]

Martedì 5 agosto. Le ruspe demoliscono un’altra porzione della baraccopoli sorta lungo le rive dello Stura, di fronte all’Iveco. E’ la seconda volta in poche settimane. I giornali parlano di degrado, abusivi, pulizia. I rom di lungo Stura Lazio sono quasi tutti rumeni. In Romania non ci sono campi “nomadi” perché non ci sono nomadi. […]

 Istituito nel 2000 in Italia, il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale celebrata il 27 gennaio di ogni anno in commemorazione delle vittime del nazionalsocialismo e del fascismo. La scelta della data fa riferimento alla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz da parte dell’Armata Rossa sovietica il 27 gennaio 1945. Nel Giorno della […]

Oggi sono iniziate le operazioni di “svuotamento” del più grande campo rom di Torino in Lungo Stura Lazio. Sono state selezionate cinque famiglie “modello” a cui è stato chiesto di distruggere la propria baracca in cambio del trasferimento in piccoli appartamenti. Lo “sgombero condiviso” di Lungo Stura è uno dei progetti ponte del mega appalto […]

700 persone gettate in strada all’inizio dell’inverno. E’ successo a Milano il 25 novembre. Una vecchia fabbrica dismessa tra via Montefeltro e via Brunetti era il rifugio per uomini, donne e bambini senza casa, in buona parte rom rumeni. Per portare a termine l’operazione sono stati impiegati 400 tra vigili e poliziotti dell’antisommossa. Liquami e […]

Il prestigiatore della comunicazione Silvio Berlusconi, a caccia di voti di destra, ha scelto il giorno della memoria per avere il massimo di audience con le sue esternazioni su Mussolini. Gli ha risposto ieri Napolitano con un discorso di circostanza e naftalina. Ne abbiamo voluto parlare anche noi perché la storia dello sterminio di ebrei, […]

Nei giorni scorsi la polizia ha arrestato due ultras juventini accusandoli per il pogrom che lo scorso dicembre mandò in fumo le miserabili baracche dove vivevano i rom nel quartiere Le Vallette di Torino.
I due arrestati sono del gruppo “Bravi Ragazzi”, una delle poche formazioni ultas juventine di sinistra.

Ricordiamo i fatti.
L’attacco incendiario che il 17 dicembre ha mandato in fumo il campo rom della Continassa a Torino è l’emblema del disprezzo diffuso verso stranieri e immigrati poveri che si allarga ogni giorno di più. Spesso a farne le spese sono i rom.
Siamo alle Vallette. Un quartiere popolare, di quelli dove campare la vita non è mai stato facile. Da un lato il carcere, la discarica sociale dove tanti nati qui finiscono con trascorrere pezzi di vita; dall’altra parte c’è il nuovo stadio della Juve, dove le tensioni sociali si stemperano tra tifo e ginnastica ultrà.
In questo quartiere si è consumato un pogrom.
Una ragazzina racconta un bugia, uno stupro mai avvenuto, punta il dito su due rom, i rom che vivono in baracche fatiscenti tra le rovine della cascina della Continassa.
In questa bugia è il nocciolo di un male profondo. Una famiglia ossessionata dalla verginità della figlia sedicenne, al punto di sottoporla a continue visite ginecologiche, incarna un retaggio patriarcale che stritola la vita di una ragazza. Lei, per timore dei suoi, indica nel rom, brutto, sporco, puzzolente, con una cicatrice sul viso l’inevitabile colpevole.
In pochi giorni nel quartiere cominciano a girare i soliti volantini anonimi dei “cittadini indignati”. Da anni in città i comitati più o meno spontanei animati da fascisti, postfascisti e leghisti, soffiano sul fuoco, promovendo marce per la legalità, contro lo spaccio, contro gli zingari. Tutte manifestazioni dalla cui trama sottile emerge la xenofobia, la voglia di forca .
La segretaria dei Democratici torinesi, Brangantini, ha preso le distanze dal corteo indetto per “ripulire” la Continassa, ma quella sera sfilava in prima fila. Con lei c’era tanta “brava gente” accecata dall’odio razzista.
All’arrivo dei vigili del fuoco la folla inferocita li ha fermati a lungo. Ci hanno impiegato tutta la notte a spegnere le fiamme che hanno distrutto il campo.

Quando si punta il dito su un intero popolo, quando tutti sono colpevoli perché due sono sospettati di aver stuprato una ragazza, il passo successivo sono le deportazioni, i lager, le camere a gas. La pulizia etnica. Se sei diverso e povero la tua vita diventa sempre più difficile.
L’estendersi del razzismo e della xenofobia allarga una frattura sociale sulla quale si incardina il consenso verso leggi che annullano anche nella forma l’assunto liberale dell’eguaglianza.
I media fanno la loro parte nel creare un clima di emergenza permanente, accendendo i riflettori sugli immigrati, cui cuciono addosso lo stereotipo del criminale.
I fascisti sguazzano in questo pantano, consolidando la propria presenza attiva, specie in certe zone del paese, ma sarebbe miope non vedere che il male, nella sua terrificante banalità, è ben più profondo. Investe a fondo il sentire comune di interi quartieri, anche tra la gente di “sinistra”, come i Bravi Ragazzi della Continassa.
Da anni i pogrom incendiano l’Italia. Bruciano le baracche e corrodono la coscienza civile. Qualcuno agisce, troppi plaudono silenti e rancorosi, certi che saranno più sicuri. Al riparo dalla povertà degli ultimi.

Ne abbiamo parlato con Paolo Finzi della redazione di A, curatore del DVD e libretto “A forza di essere vento” dedicato allo sterminio nazista di rom e sinti.

Quanti conoscono la parola “Porrajmos”?
Porrajmos nella lingua dei Rom significa “divoramento” e indica la persecuzione e lo sterminio che il Terzo Reich attuò nei loro confronti.

«Durante la seconda guerra mondiale vennero uccisi oltre 500.000 zingari, vittime del nazionalsocialismo e dei suoi folli progetti di dominazione razziale: Gli zingari furono perseguitati, imprigionati, seviziati, sterilizzati, utilizzati per esperimenti medici, gasati nelle camere a gas dei campi di sterminio, perché zingari e, secondo l´ideologia nazista, ” razza inferiore” , indegna di esistere. Gli zingari erano geneticamente ladri, truffatori, nomadi: la causa della loro pericolosità era nel loro sangue, che precede sempre i comportamenti.» (tratto da: Giovanna Boursier, in Zigeuner, lo sterminio dimenticato, Sinnos editrice)

I romn portavano la stella nera degli “asozialen”. “Geneticamente” delinquenti, vennero perseguitati, imprigionati, seviziati, sterilizzati, utilizzati per esperimenti medici, gasati nelle camere a gas dei campi di sterminio. Durante la seconda guerra mondiale il Terzo Reich ne uccise 500.000 mila.

Il marchio impresso a sangue sulla pelle di rom non è finito con il regime hitleriano.
Il pogrom di due settimane fa a Torino è solo l’ultimo di una lunga serie di episodi di persecuzione nei confronti di gente colpevole della propria povertà e, perciò, perseguitata.

Ne abbiamo parlato con Marco Rossi, studioso del fascismo ed attento osservatore della realtà nella quale siamo forzati a vivere.


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