sfratti

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Il terzo martedì del mese ancora una volta è stata giornata di lotta per il movimento di resistenza agli sfratti. In Barriera di Milano sei picchetti hanno atteso inutilmente l’arrivo dell’ufficiale giudiziario, che non si è presentato.  Ancora una volta la resistenza ha pagato. Si saprà solo nei prossimi giorni se sarà comunicato il rinvio […]

Un potenziale legame tra lotte agli sfratti italiana e le Plataformas de Afectados por la Hipoteca spagnole (scesi nelle piazze di Barcellona, Siviglia, Bilbao, Valladolid, Santander… in decine di migliaia sabato scorso per sostenere l’iniziativa popolare che pretende la sospensione degli sfratti) è offerto dall’incontro tra la campagna Io Non Sgombero del CS Cantiere di […]

Nuovi tentativi di sgombero a Roma ai danni delle dieci palazzine occupate una settimana fa dal movimenti cittadini di lotta per la casa per rispondere dal basso all’emergenza abitativa vissuta nella capitale, nel giorno dello sciopero generale. Ieri appunto, mossa a tenaglia da parte delle forze del”ordine che han mostrato si son presentate di buon […]

  Con Claudio redattore di Radio Blackout e animatore dello sportello per il diritto alla casa di zona S.Paolo facciamo il punto sull’emergenza sfratti nella città di Torino, tra picchetti pressochè quotidiani (due soltanto in zona S.Paolo questa mattina), l’attività dello sportello e l’assenza pressochè totale delle istituzioni. Per quanto riguarda le case popolari l’ATC, […]

Un’altra giornata di sfratti per la città di Torino, nei quartieri di Barriera di Milano e San Donato. Ancora una vittoria per il movimento che è cresciuto in città in maniera esponenziale, passando ben presto dalla semplice difesa delle case e degli abitanti sotto sfratto, all’offensiva del prendere spazi inutilizzati per farne abitazioni che accolgano […]

Sgomberare le poltrone e i palazzi del potere, riprendiamoci case, diritti e spazi sociali – Corteo Sabato 27 ottobre ore 15.30 Piazza Selinunte, Milano Dopo gli sfratti in zona San Siro e lo sgombero del Centro Sociale LAMBRETTA ( che ha trovato nuovemente casa in nuovo stabile ), Milano scende in piazza a fianco di […]

La questione della casa è sempre più un’emergenza in tutta la penisola. Chi perde il lavoro spesso perde anche la casa, le case popolari sono poche e riservate a chi ha i requisiti giusti. Perderli è sin troppo facile, basta un nobile inghippo contro l’evasione fiscale per metterti fuori lista. Chi viene pescato a vendere per sbarcare il lunario viene escluso dalla possibilità di avere una casa popolare.
Le risorse pubbliche vengono indirizzate a grandi opere come Tav e grattacieli, che rendono bene sia a chi li fa sia agli sponsor politici. La cura per chi non si rassegna alla povertà e alla strada è la polizia. Ma c’è chi non ci sta e si organizza per resistere agli sfratti e per occupare qualcuno dei 50.000 alloggi sfitti, che tali resteranno perché il mattone serve come garanzia per banche e affari e non importa se è lasciato vuoto.
Dopo la lunga giornata di lotta di martedì anche oggi a Torino i picchetti antisfratto hanno ottenuto due lunghe proroghe (a dicembre e a febbraio), anche a Milano c’è stata resistenza, così come a Parma dove i tre picchetti antisfratto l’hanno spuntata ottenendo proroghe di qualche mese.

Della situazione torinese abbiamo parlato con Alessio Ariotto, uno degli avvocati di movimento che segue le cause per sfratto. Purtroppo la registrazione audio è in parte saltata, vi proponiamo pertanto solo un frammento della chiacchierata che abbiamo fatto.

Delle lotte a Parma ci ha parlato Katia Torri da uno dei tre picchetti antisfratto di questa mattina. Una lunga storia di lotta ed occupazioni (sette nell’ultimo anno) in una città dove gli sfratti sono quotidiani. Una storia iniziata con un gruppo di attivisti decisi e che oggi vede protagonisti gli stessi sfrattati, che partecipano attivamente alla difesa delle case e all’occupazione di quelle nuove per altri che, come già loro, hanno scelto di lottare e resistere.

Una lunga giornata di resistenza agli sfratti a Torino, dove da un paio di anni si è sviluppato un movimento di resistenza agli sfratti, che contrasta le operazioni di polizia e ufficiali giudiziari.
La Questura ha provato a mettere in difficoltà il movimento concentrando in una sola giornata numerosi sgomberi. Non ci è riuscita.
Intorno alle sette del mattino la polizia carica i solidali nell’androne di una palazzina di corso Cosenza e sfratta una donna e i suoi due bambini. Le cose vanno meglio in via Montanaro dove la polizia fa marcia indietro e gli inquilini ottengono una proroga sino a settembre. La protesta si sposta in via Cuneo: anche qui lo sfratto viene rinviato.

Ieri eseguito a Torino  uno sfratto con 10 giorni di anticipo rispetto alla data comunicata                               nell’ultimo accesso, contro ogni legalità per prevenire un’eventuale resistenza allo sfratto sempre più diffusa sul territorio torinese e non solo. Ascolta la diretta con Ciro [audio:https://radioblackout.org/wp-content/uploads/2012/05/Ciro-sfratto-16-05.mp3|titles=Ciro – sfratto 16-05] Scarica file

Secondo i calcoli fatti dall’assessorato ai Tributi, con le aliquote base, 4 per mille sulla prima casa e 7,6 per mille sulle seconde, il Comune dovrebbe incassare 256 milioni di euro, di cui circa 90 sulle abitazioni di residenza. Allo Stato andranno invece circa 160 milioni di euro. Il conto per i torinesi è di 416 milioni.

Quando a essere in vigore era la vecchia Ici, l’aliquota in vigore sotto la Mole era del 5,25 per mille. Quella prevista per il nuovo tributo è del 4 per mille, ma il decreto “Salva Italia” concede ai municipi di au­mentarla (o eventualmente diminuirla) di altri 2 millesimi. Per Torino, quindi, si potrebbe immaginare un’imposizione si­mile a quella della vecchia Ici. Ma a scom­binare le carte in tavola è appunto la rivalutazione degli estimi catastali. Pren­dendo ad esempio un alloggio popolare di due vani in un quartiere periferico, l’impo­nibile passerà dagli attuali 134.279 euro a 214.846 euro. E su questa verrà applicata l’aliquota maggiorata al 5,25 per mille. Se con la vecchia Ici si pagava infatti 601 euro al netto della detrazione di 103 euro, con l’Imu il contributo salirà fino a 1.128 euro, al quale si dovrà sottrarre una base di 200 euro e un’ulteriore detrazione di 50 euro per ogni figlio al di sotto dei 26 anni fino a un massimo di 600 euro. Nel caso di una coppia senza figlia si passerà comunque da 601 a 928 euro. Un aumento secco del 54 per cento.

Quella sualla casa è sempre più un’emergeza sociale. Tra nuove tasse, fitti alle stelle, mutui capestro sono sempre più quelli che perdono un tetto. Intanto a Torino, dopo le speculazioni di Spina Due e Spina tre potrebbe essere ai blocchi di partenza un nuovo blocco di cemento e affari tra lo scalo Vanchiglia e la Barriera di Milano.
Da molti anni invece non si fanno case popolari, poco fruttuose per la potente lobby del cemento e del tondino.

A Torino tuttavia sta crescendo la lotta per la casa, tra resistenza agli sfratti e occupazioni abitative.

Ascolta l’intervista a Renato Strumia, bancario, sindacalista ed esperto di questioni economich


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